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Attività

La Perizia grafica consiste essenzialmente in un confronto tra due manoscritti allo scopo di identificazione. Quindi il fine principale della perizia grafica è uno scopo identificativo.
Analizzare il tracciato grafico in tutte le particolarità strutturali ed espressive, al fine di ricercare in esso elementi concreti, rappresentativi della natura grafomotoria della persona in esame, serve a poter costruire il processo di identificazione della mano scrivente.

La perizia grafica su scritture s’inquadra tra gli accertamenti più difficili da effettuare non tanto per il tipo di accertamento in sé ma per il fatto che la scrittura di una stessa persona è soggetta a continue variazioni, tanto che è stato asserito da un grande maestro della grafologia Klages Ludwig “La scrittura e il carattere” che “ciascun elemento della serie rassomiglia ai precedenti, pur essendo tuttavia differente dagli altri ogni volta in modo diverso” Quindi la scrittura è un insieme in attività in cui entrano in gioco componenti cerebrali, psichiche, neuromuscolari (prodotto fisiopsichico) che riflettono il flusso mutevole della vita che non è mai identico a se stesso.

L’esecuzione del gesto grafico non solo quindi è condizionata dalle acquisizioni individuali ma è anche condizionata dalla situazione ambientale attuale e dagli stimoli sensoriali ed emotivi che pervengono ai centri nervosi corticali nel momento stesso della traduzione grafica.

Nel 1981 Roger W. Sperry, Premio Nobel in Medicina, definì un principio secondo il quale “l’intera uscita del nostro meccanismo del pensare termina nel sistema motorio” e ciò vale anche per la scrittura.